Tutto si può perdonare?

Il dibattito è uno sport violento, una lotta, ma le vostre armi sono le parole.

Prova a rispondere alla domanda del titolo. Enunciando chiaramente la posizione assunta (sì o no), fornendo solidi esempi e inconfutabili prove a sostegno della tua posizione, replicando fermo e pacato alle eventuali obiezioni e chiudendo la tua argomentazione con un colpo retorico in grado di far restare la tua posizione ben impressa nel mente dell'uditorio. Provaci e dimmi poi com'è andata. 

È questo lo spirito di un dibattito. E la domanda del titolo è stato il topico della V finalissima del Torneo nazionale di dibattito Palestra di Botta e Risposta svoltosi nel maestoso Studio Teologico del Santo della Basilica Sant’Antonio di Padova. L’incontro conclusivo si è svolto tra la squadra del Liceo Rinaldini di Ancona allenata dalla prof.ssa Alessia Ascani che ha dovuto sostenere l’onere del PRO e la squadra del Liceo Torricelli di Bolzano capitanata dalla Prof.ssa Sara Collini con l’onere del CONTRO.

Ho visto l’attesissimo dibattito come membro della giuria di cui ho fatto parte insieme al prof. Adelino Cattani e altri tre esperti nella valutazione del dibattito regolamentato: prof. Giacomo Ambrosini, prof.ssa Novella Varisco e prof. Nicola Curcio.

Con la Finalissima è calato il sipario su un weekend intenso a Padova, all’insegna del botta e risposta discorsivo. Ho visto in questa maratona oratoria studenti e studentesse di mezz’Italia: emozionati, creativi, grintosi, divertiti. Accompagnati e ammirevolmente preparati dai loro prof-coach discorsivi, insegnanti per lo più di filosofia, accomunati dalla passione per la disputa. Dalla tensione di inizio dibattito fino al respiro liberatorio di fine confronto hanno dato filo da torcere alle giurie che hanno presidiato 20 incontri di qualificazione, due semifinali e infine la finalissima per un totale di ben 23 combattimenti discorsivo-argomentativi su tre temi di indiscutibile attualità: Smartphone e tablet in classe migliorano l’apprendimento?, Conta di più sapere o volere? e, infine, il topico della Finalissima Tutto si può perdonare?

Solo chi li ha visti, allenati e stimolati a sostenere la proprio tesi con passione oratoria e determinazione argomentativa può comprendere ciò che i partecipanti hanno dovuto mettere in gioco in questa competizione: metodo, disciplina di linguaggio e di pensiero, prontezza di spirito, pertinenza argomentativa e compostezza comportamentale.

Una competizione è una competizione: si combatte, su può piangere e si sorride, si vince e si perde. Alla conclusione dell’elettrizzante dibattito finale la giuria ha proclamato vincitrice la squadra del Liceo Rinaldini di Ancona, coach discorsivo la Prof.ssa Alessia Ascani che porta a casa il 5° titolo del Torneo nazionale di dibattito Palestra di Botta e Risposta.

Il folto pubblico che ha assistito al gong finale della V edizione del Torneo ha molto apprezzato il confronto dialettico e la creatività discorsiva delle squadre finaliste. I calorosi applausi hanno incoraggiato chi era troppo emozionato e sostenuto apertamente le migliori prestazioni discorsive.

Il dibattito regolamentato, il cui pioniere in Italia è il professor Adelino Cattani, anima dell’Associazione per una Cultura e la Promozione del Dibattito e ideatore presso l’Università di Padova del primo corso di Teoria dell’Argomentazione in Italia nel lontano 2001 (anno, peraltro, significativo sul piano personale perché coincide con il mio arrivo in Italia) ha un altissimo valore formativo ed educativo dentro e fuori le aule scolastiche. Il dibattito è indubbiamente un potente strumento di crescita personale, in grado di aumentare la consapevolezza di ciò che si dice, di come e quando lo si dice e di affilare le capacità argomentativo-retoriche di chi lo pratica.

Un mio pensiero conclusivo su questa splendida e pragmatica competizione ad alto valore formativo ed educativo a cui ho avuto il privilegio di partecipare per il secondo anno consecutivo in qualità di membro della giuria: la posto in gioco di un dibattito è altissima e mette alla prova capacità e competenze pratiche utili nella vita di tutti i giorni: creatività discorsiva, disciplina di pensiero, autocontrollo gestuale, curiosità, spirito pragmatico e fermezza argomentativa. Che è, in definitiva ciò che il Paese dove la Retorica, la controversia e la disputatio sono nate può e deve infondere nei propri cittadini, giovani, giovanissimi e meno giovani.

Ad maiora semper! 

Di seguito i componenti delle due squadre finaliste:

L'onere PRO: La squadra del Liceo Rinaldini di Ancona, vincitrice, nome di battaglia: Bombi distinguendi 

Gaia Maria Fringuelli

Giulia Capannelli

Rebecca Gambelli

Ludovica Sofia Diotallevi

Edoardo Terilli

Allenatrice: prof.ssa Alessia Ascani

L'onere CONTRO: La squadra del Liceo Torricelli di Bolzano, nome di battaglia: Questione Spinoza   

Nicole Bertuzzi

Petra Pizzini

Claudio De Salvator

Andrea Incrocci

Christian Posa

Allenatrice: prof.ssa Sara Collini

L'Oratrice PRO della finale: Gaia Maria Fringuelli

L'Oratore CONTRO della finale: Andrea Incrocci

Buona settimana,

Lucian

Foto dall'archivio personale: il momento della premiazione

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