Sull’Ammirazione relazionale

L’ammirazione è una cosa meravigliosa; fa sì che ciò che è eccellente negli altri appartenga anche a noi.
Voltaire

Come avevo già scritto negli ultimi due articoli, ci sono quattro punti di forza che dovrebbero regnare saggiamente sui territori della tua relazione: 

  • Amicizia
  • Complicità
  • Ammirazione
  • Condivisione

Abbiamo già visto Amicizia e Complicità, oggi, invece, vediamo il terzo punto di forza di una relazione sana, duratura e felice: Ammirazione.

Ci sono saggi e ritratti riuniti sotto la deliziosa dicitura di Esercizi di ammirazione da un filosofo di lunga corsa come Emil Cioran, mio illustre connazionale. C’è la femminile, profonda e devota Ammirazione magnificamente rappresentata da William Bougureau nel lontano 1897. Ci sono, poi, i 2 milioni e 190 mila risultati restituiti in 0,65 secondi, dal nostro buon vecchio amico Google alla chiave di ricerca “ammirazione”. L’ammirazione è presente ovunque: in rete, nei quadri, nei libri, nei film. Scriverne ancora sembra superfluo.

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Quattro parole al riguardo, vorrei, tuttavia, spenderle.

Ammirazione è l’effetto wow di una relazione. Come Amicizia e Complicità, gli altri due punti di forza di una relazione di successo, Ammirazione è, prima di tutto e soprattutto, un esercizio di volontà. La realtà è soggettiva e noi siamo creature complicate e capricciose in grado di agire e reagire in funzione di una vasta gamma di percezioni, pensieri, sentimenti e ricordi. Agire e/o reagire per ammirazione ci viene quasi spontaneo quando si tratta di una celebrità, scrittore, pittore, musicista, calciatore, tennista, insomma, un qualsiasi VIP che sia. Un po’ meno quando si tratta di chi ci sta accanto, impegnato – si dovrebbe, e si direbbe – nello stesso progetto di vita: la propria relazione.

Guardiamoci attorno, al supermercato vicino a casa, al parco, con gli eredi, al cinema o al ristorante, quando sei col tuo partner, in vacanza, perché no?, o dai parenti. Quante volte ti è capitato di dire, tra te e te, o tra te e il tuo partner: “Wow, che coppia!”. Raramente? O non lo hai mai fatto? “Elementare!”, mi verrebbe da dire. :-) Non si presentano spesso le occasioni per fare qualche esercizio di… ammirazione.

Io ho avuto la fortuna di farne qualcuno: 66 anni di matrimonio, dal 1949 al 2015, letteralmente “finché la morte non vi separi”, beh, difficile non dire “Wow, che coppia!”; 40 anni di matrimonio e, appesa alla finestra un cuore manufatto, di tessuto, già, “Wow, che coppia!”; per strada, coppia ottantenne camminando mano nella mano, “Chapeau, che coppia!”; alla radio, ascoltatore che afferma, dopo 30 anni di matrimonio “Oggi come il primo giorno!”, “Accipicchia, wow, che coppia!”; sul tuo social di fiducia, Faccia da Libro, aka Facebook, un FB-amico (incontrato due volte nella vita, per lavoro) che ringrazia sinceramente, sentitamente e pubblicamente la consorte per aver dato luce alla seconda meravigliosa prole, allora sì, che dici “Wow, che coppia!” Certo, un “Wow, che coppia!” detto con profonda ammirazione si merita anche il mio amico che di andare fuori per la cena in occasione di tutti gli anniversari della sua famiglia non si dimentica mai. Ecco, semplici esercizi di volontà: voler ammirare e voler farsi ammirare. Che è l’opposto di quella lì, invidia, divorante, lacerante.

A un certo punto, durante i miei anni universitari all’Università di Trento presi un cotta per … Paulo Coelho. È tutt’oggi uno scrittore che stimo, anche se, ammetto, lo leggo meno. In quel periodo avevo comprato una sua biografia, Paulo Coelho, biografia di un narratore che lessi in un boccone appena tornato a casa. Ricordo un passaggio che mi emozionò profondamente, allora, come ora. Coelho ha vissuto una vita sentimentale abbastanza burrascosa che lo portò a divorziare 3 volte ma “nel 1981, Paulo si è sposato con l’attuale compagna, la pittrice brasiliana Christina Oiticica, che ha dato un impulso vitale alla sua carriera di scrittore, e che può essere considerata anche la sua migliore amica. È sempre al sua fianco, lo appoggia in tutti i suoi progetti, e si occupa personalmente dell’Istituto Paulo Coelho. (…) Fu lei a incoraggiarlo affinché perseverasse nel suo sogno di diventare uno scrittore: più tardi, ebbe l’idea di organizzare quel viaggio nel Vecchio Continente che avrebbe permesso a Paulo di ritrovare se stesso. L’appoggio di Christina è sempre stato fondamentale per lo scrittore, anche nel momento di intraprendere il Cammino di Santiago.” Era il 1979 quando la incontrò per la prima volta, e oggi, nel 2016,  sono ancora insieme. Sono più di 35, di anni, vero? Ti chiedi, allora: come hanno fatto, loro e tutti quelli che invecchiano sorridendo in una relazione? Come, eh?

Ecco, può sembrare banale, ma se ancora oggi Coelho e Oiticica sono insieme, se ancora oggi, tu e il tuo partner, o i tuoi genitori, i tuoi amici o i loro genitori, i tuoi nonni e i nonni dei tuoi amici sono insieme, invecchiando sorridendo è perché hanno condito la loro relazione con uno degli ingredienti base: l’Ammirazione. Sì, un punto di forza, che Treccani definisce “sentimento di attrazione che si prova verso cose straordinariamente belle e pregevoli, o di stima, rispetto, simpatia per qualità singolari di una persona.” Nulla di trascendentale, semplicemente Ammirazione per la persona che È al tuo fianco, quella, insomma, insieme alla quale FARE la relazione è una gran bella figata!:-)

Tutto qui: ammirazione per i combattimenti con la vita, per il desiderio di diventare qualcuno/a, per le aspirazioni, per le battaglie, vinte e perse, per le cadute, per la volontà di rialzarsi, per la curiosità intellettuale, per la fame di amore, per le speranze frante o avverate. Tue e del tuo partner.

Più recentemente, un altro scrittore e un’altra pittrice afflitti da complicatissimi problemi fisici ed esistenziali ce la mettono tutta per demolire i muri attorno alle loro vite. Ci riescono con grande difficoltà, ma subito dopo ognuno torna alla propria e, in parte, misera quotidianità. No, non ci sono tanti elementi per mettere insieme i frantumi di due vite solo apparentemente normali, e non c’è, nemmeno, ammirazione: né per se stessi, né per l’altro. Solo quando decidono, ed è la fine del film, di guardarsi con altri occhi riescono a regalarsi quell’abbraccio tenero, profondo, intenso, e a liberare quell’energia vitale, che permette di ammirare e ammirarsi.

Indovinato, parlo della professoressa Dina del Santo, sopranominata “Il Ghiacciolo” e del professor Jack Marcus, i protagonisti di Words and Pictures, del 2013, definito “delicato e raffinato” e “incredibilmente intelligente” dalla stampa in giro per il mondo. Nei ruoli di Dina e Jack, una bellissima Juliet Binoche e uno sbarbato simpatico Clive Owen. Quell’abbraccio della scena finale è, a mio parere, atomico: è lì che si sprigiona intensamente e immensamente una grande energia vitale. È Ammirazione, quella, per se stessi, è Ammirazione, quella, l’uno per l’altra.

Ma cosa, accidenti, possiamo fare perché in una relazione non smettessimo di ammirarci? Come possiamo tenere a gala questo straordinario sentimento, invece che vederlo affogare nel grigiore quotidiano che in molti chiamano routine? Beh, non pretendo di fornirti una risposta, ma uno spuntino di riflessione.

Ecco, ti suggerisco questa intensa scena in bianco nero, in lingua originale e con sottotitoli in inglese, da un capolavoro di Luc Besson, Angel-A del 2005, film-omaggio alla “Ville Lumière”. Lo so, risposta scontata: è questo che ci dimentichiamo di fare. Guardarsi. Parlarsi. Amarsi. Jamel Debbouze e Rie Rasmussen, impeccabili nei ruoli di André, vagabondo che gironzola spaesato per le vie di Parigi e Angel-A, appunto, la creatura caduta dal cielo per dare una … scossa al povero Andrè.

Come lui, guardarsi ogni tanto nello specchio può aiutare a vedere “nulla” o “non molto”, all’inizio, ma puoi, con un esercizio di volontà, “un certo garbo … forse un po’ di dolcezza, molto, forse troppo amore”, e un corpo che “strazia per mancanza di amore, di fiducia”, un corpo che “meriti che qualcuno si occupi di lui”. Dai, forza!, “digli quanto è importante, quanto conta dargli ciò che merita”. Cioè qualche lettura, un po’ di sport, qualche viaggio. Carezze, gentilezza, bellezza, dolcezza, amore. Ammirazione. Tanta. E i suoi derivati: fierezza, orgoglio, desiderio, scoperta, sensibilità, eleganza, raffinatezza. Per se stessi, per la tua relazione, per la vita, per il mondo.

“Il nostro più grande piacere consiste nell’essere ammirati; ma gli ammiratori, anche in presenza di giustissima causa, non sono particolarmente inclini a esprimere la loro ammirazione. Dunque, l’uomo più felice è colui che riesce ad ammirare se stesso in maniera sincera, non importa come.” Parola di Schopenhauer. Facciamocene una ragione, dell’Ammirazione!

L’Ammirazione alla pari dell’Amicizia e della Complicità ha un posto privilegiato nella galleria dei sentimenti positivi che rendono la relazione luogo di grande crescita e formidabile occasione di profonda scoperta di sé, del partner, del genere umano, del mondo e della vita. L’ammirazione è, appunto, uno dei quattro punti di forza, frutto, manco a dirlo, di un notevole investimento di tempo, di curiosità e di spirito di osservazione. MAI aspettarti l’Ammirazione senza impegnarti a riceverla!

Effetto wow di una relazione, l’Ammirazione è un punto di forza di innegabile valore, capace di portare la tua relazione sulle cime del successo. È un’altra componente della tua brand identity, per dirla con gli specialisti del marketing, fondamentale nella pianificazione strategica della tua relazione. E, implicitamente, della tua vita. In modo da suscitare stupore, meraviglia, incanto. Ammirazione, in altre parole.

Alla prossima, quando ti presenterò Condivisione!:-)

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