Sulla Condivisione relazionale

Cammina con la consapevolezza di … guardare insieme verso la stessa meta.
Cit. “rubata” per meta da Audrey Hepburn e per meta da Antoine de Saint-Exupery

Inizio questo post con una “rapina” e con buona pace di Picasso il quale con la nonchalance tipica di un artista dichiarava all’incirca un secolo fa: “Se c’è qualcosa da rubare, io rubo”. Ecco, detto, fatto! :-)

Rapina confessata, rapina – spero, al meno in parte – perdonata, ecco allora le citazioni per intero: “La vita ci ha insegnato che amare non significa guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso la stessa meta” è ciò che disse Antoine de Saint-Exupéry, mentre la Hepburn se n’è uscita con questa: “Per avere gli occhi belli, cerca il bene degli altri. Per avere belle labbra, pronuncia solo parole di gentilezza. E per l’equilibrio, cammina con la consapevolezza che non sei mai sola.”

Insieme a Amicizia, Complicità e Ammirazione, la Condivisione completa la “squadra” dei quattro punti di forza di una relazione sana, duratura e felice.

La Condivisione riveste molteplici significati come ci elenca il guru delle nostre ricerche di tutti i giorni, aka Google. Più di 21 milioni di risultati in un batter di ciglia (0,45 secondi, per essere precisi) a dimostrazione che Condivisione è una parola … che conta, capace di far scervellare i Top Gun del dibattito psico-eco-filosofico internazionale. Ecco alcuni pensieri in giro per il mondo riportati da Wikipedia, massima espressione della Condivisione. Della conoscenza.

 condivisione_1.jpg

La Condivisione è “utilizzo in comune di spazio e risorse” e “comune partecipazione a qualcosa”. Autorevoli fonti on & off line tra cui Wikipedia, come abbiamo visto, ma anche Treccani, Garzanti Linguistica o Lo Zingarelli cartaceo sono sostanzialmente di quest’idea. E non ci sono motivi per contraddirli.

In una relazione, perché è di questo che stiamo parlando, la Condivisione è la concessione e l’utilizzo in comune di spazi e risorse personali. La  Condivisione, in altre parole, è il punto di incontro tra ESSERE insieme nella relazione e FARE insieme LA relazione. Ci vuole un piccolo sforzo per immaginare la Relazione un territorio in cui regnano saggiamente I Quattro Punti di Forza, fonte di energia vitale ed effervescenza creativa, ma, come ci insegna il Maestro, “l’anima non pensa mai senza immagini”. Aristotele dixit, e noi fecimus, ecco:

 territoriodellarelazione_1.jpg

Nel Territorio della Relazione nascono e maturano gli abitanti della Condivisione: i miti, i rituali, gli scopi e i simboli. Andiamo per ordine:

Miti

I miti sono le narrazioni di una relazione. Vere, inventate, esagerate, in una relazione ci raccontiamo tante storie per … fare la storia della relazione. Il racconto delle tue idee sulla relazione, in generale, e sulla tua, in particolare, che cosa ne pensi di te e del tuo partner, come vivi la relazione, tu e il tuo partner, quanto appartieni alla relazione, che progetti hai insieme al tuo partner, che obiettivi vi siete posti e avete raggiunto. O, ancora, le narrazioni attorno ai grandi interrogativi della vita: cos’è la felicità? Sono felice? Cos’è la vita? Conosco chi mi sta vicino? Perché lavoro? Lavoro per vivere o vivo per lavorare? Sono io che guido la vita? È la vita che guida me? Sono retoricamente intelligente? Che cos’è la responsabilità personale? Come verrò ricordato? Che cosa vorrei vedere scritto sulla mia lapide? Ecco, fermarsi ogni tanto in qualche porto della propria vita e riflettere sugli interrogativi esistenziali aumenta la consapevolezza tua nella relazione e della relazione nella tua vita. Poi, trasformi la riflessione in storie, in racconto costruito e condiviso. Ecco i miti: narrazioni di vita, racconti di una quotidianità condivisa, riflessioni attorno ai grandi interrogativi della vita.

La tua relazione è la grande narrazione della quotidianità. Per raccontarla, la tua relazione, la tua quotidianità, è necessario andare oltre le “uno, nessuno e centomila” maschere che ogni giorno indossi sulla scena della tua vita, e scendere giù, nel profondo della propria anima dove si celano le risposte alle domande esistenziali della tua vita. Là, puoi trovare, migliorare, modificare, abbellire, valorizzare quelle risposte parziali, a volte goffe, non sempre convincenti, più delle volte mutevoli. Le risposte ai grandi interrogativi su di te, sul tuo partner, sulla vita, sulla condizione umana. Ecco, a questi interrogativi, naturalmente, meglio rispondere con la consapevolezza che “serio non è l’opposto di divertente” come ci insegna Haim Shapira, l’autore del brillante, a mio parere, “La felicità e altre piccole cose di assoluta importanza” di qui ti ho parlato qui.

Le manifestazione più evidente della presenza del mito all’interno di una relazione si ha con l’arrivo dei pargoli. Appena acquisiti i rudimenti della primissima autonomia, negli occhi dei tuoi eredi diventerai subito un mito, il primo, una leggenda, un ideale, un simbolo di tutte le credenze e i comportamenti che l’Umanità intera mette in atto. Bella carica di responsabilità, auguri, ma se ce l'ho fatta io, ce la puoi fare anche tu!:-)

Il mito passa essenzialmente per la parola. Il mito è discorso. La parola funge da catalizzatore nella costruzione del racconto condiviso. Per questo motivo, è di assoluta importanza una gestione efficace della parola. In questo, la retorica ti può dare una mano. Da lì a diventare un rhetofan, il passo è breve. :-)

Se chiediamo ai nostri amici di vecchia data Pinca e Palo come la va con la Condivisione scommetto che ti racconteranno con dovuti e commoventi particolari la storia del loro primo incontro, dei loro “prima volta”, in viaggio, in  auto, in aereo, dai parenti, in giro per il mondo. Ti racconteranno con nostalgia le fatiche della crescita nel Territorio della loro Relazione: conoscenza di se stessi, modifica e adattamento dei loro stili di vita, quanto hanno desiderato e come hanno imparato a vivere insieme.

Rituali

I rituali sono di due tipi: comportamentali e discorsivi. Piccole cerimonie di gentilezza e cordialità di tutti i giorni, i rituali sono, in altre parole, quello che fai e quello che dici.

Parlare di rituali ricorda quel Top Gun dell’interazione umana, il canadese Erving Goffman. Lui parlò di deferenza e contegno.

La deferenza è la manifestazione del proprio apprezzamento nei confronti del destinatario. Salutare, ringraziare, scusarsi, complimentarsi sono tutte azioni quotidiane, così automatiche da sembrare senza significato. Queste “liturgie quotidiane”, come ci insegna Goffman, costellano le relazioni nella società ed esprimono cooperazione e solidarietà. L’equivalente della deferenza nella società sono i rituali discorsivi in una relazione. Essi, i rituali discorsivi, esprimono in una relazione il proprio apprezzamento uno nei confronti dell’altro e assicurano la cooperazione e la solidarietà tra i partner.

Poi, Goffman parlò di contegno che definì come quell’insieme di comportamenti che gli individui mettono in atto per comunicare ad altri che possiedono certe caratteristiche e qualità desiderabili. In una relazione, i rituali comportamentali sono i nostri gesti, gli accorgimenti, le abitudini di tutti i giorni, cioè quelle attività che ci caratterizzano nella vita quotidiana e che danno senso al vivere in una relazione.

Rituali discorsivi e comportamentali contribuiranno, con il passare del tempo, alla formazione della tradizione della tua relazione. I rituali plasmano un modo di agire, un modo di vivere originale che distingue una relazione da un’altra. Puoi chiamarli con altri nomi, tipo abitudini, usanze, costumi, pratiche, consuetudini o, infine, dopo diversi anni tradizione. Comunque vogliamo chiamarli, i rituali sono la codifica della tua relazione.

I rituali discorsivi e comportamentali, in una relazione sana, duratura e felice, cessano di essere tuoi o del tuo partner, diventano vostri, mutando la consapevolezza dell’essere “IO” in una consapevolezza dell’essere “NOI”. Un “passaggio” per niente scontato, e non sempre e né da tutti compiuto. Un passaggio che, naturalmente, non significa escludere i propri, di rituali, intimi e rassicuranti, ma solo di affiancarli.

Il pronome di seconda persona plurale riveste così nuovi significati, più profondi: poter viaggiare serenamente da un “io ho fatto/pensato/creduto/sognato/realizzato” a un “noi abbiamo fatto/pensato/creduto/sognato/realizzato” significa raggiungere quel intimo e profondo punto di incontro tra l'ESSERE insieme nella relazione e FARE insieme LA relazione. E a cui si raggiunge, come nel caso degli altri tre punti di forza, di cui abbiamo già parlato, con un esercizio di volontà.

I rituali relazionali, proprio per la loro ricorrenza quotidiana, assicurano certezza e sicurezza e fungono da scudo difensivo per la tua relazione. Al contrario, la mancanza di rituali consolidati è segno di una relazione zoppicante. Senza un tempestivo intervento la relazione rischia il collasso.

Chiediamo ai nostri amici Pinca e Palo qualche esempio di rituali che nascono, crescono, e si consolidano in una relazione di lunga corsa: raccontarsi la giornata, la passeggiata serale, aperitivo e cinema il venerdì sera, la cena al ristorante il sabato sera, la colazione preparata da Palo durante la settimana e le torte del weekend sfornate da Pinca, una candela accesa e i tovaglioli di stoffa durante la cena, la visita ai parenti una volta al mese. A questi, ci ricordano Pinca e Pallo, aggiungi i rituali che si vogliono preservare in serena solitudine, quelli intimi e rassicuranti: la lettura di un libro, il cinema con gli amici, il parrucchiere, la manicurista, la palestra.

Scopi

Dove sta andando la nave della tua relazione? C’è o c’è stato qualche recente attracco in giro per i porti della tua vita? Qual è il prossimo itinerario? Dove vuoi andare? Che cosa vuoi raggiungere? Come? Qui potrebbe tornarti utile le “5W” strategiche (who, what, when, where, why) del giornalismo che si rispetta: chi, cosa, quando, dove, perché.

Ecco, è importante mettersi queste domande perché ti permettono di chiarirti la direzione che vuoi imprimere alla tua relazione. Si, certo, si tratta di una traiettoria che puoi controllare solo in parte, magari in gran parte, ma mai totalmente e pienamente. Anche così, per imprimere la traiettoria che desideri, è necessario avere ben chiaro “il risultato a cui si tende, ciò che costituisce il fine, il motivo di una certa azione, di un certo modo di procedere” come ci insegna Treccani. Questo risultato, fine, azione, modo di procedere deve, naturalmente, essere condiviso.

Vediamone alcuni, contemplati da una relazione sana, duratura e felice: coltivare le proprie passioni e crearne di nuove, cercare e sperimentare nuove emozioni, crescere insieme, fare un corso di fotografia, di danza, di teatro, di quello che vuoi, leggere un libro alla settimana, aprire un blog, sorridere, inebriarsi di vino, di poesia o di virtù, a ognuno piacer suo, come direbbe Baudelaire, insomma, qualsiasi obiettivo tu pensi ti renda felice, raggiungilo! Punto. Senza “se” e senza “ma”. Uno scopo ben definito è per metà raggiunto. È, inoltre, fonte di benessere personale, benessere che raggiungerà chi ti sta vicino. Insieme, poi, ok, magari non riuscirete a cambiare il mondo, ma sicuramente riuscirete a modificarlo rendendolo un posto un pelino meglio. Per vivere, amare, crescere e divertirsi.

Simboli

Il simbolo è sostanzialmente un mezzo di riconoscimento, un riassunto della tua relazione, ma anche un mezzo di controllo della sua coesione. I simboli esprimono in forma sintetica il tuo vissuto condiviso. Hanno una forte valenza evocativa.

Che cosa ti viene in mente quando pensi ai simboli? Il verde, ad esempio, è simbolo della speranza, vero? La bandiera, simbolo della patria, la volpe, simbolo dell’astuzia, il leone della forza, il cane della fedeltà. Il simbolo è un segno distintivo e rappresentativo di una realtà più vasta o di un’entità più o meno astratta. I simboli messi insieme sono la spremuta, l’essenza, il condensato della tua relazione.

In una relazione, i simboli sono l’espressione della volontà di condividere e rendere concreti il vissuto insieme, i ricordi di “noi due”. Foto, album, disegni, diario, ricordi dei viaggi fatti insieme. Sì, possono sembrare cose sensate o, addirittura, scontate, ma ti assicurò che ci sono relazioni dove tutto ciò è così dato per scontato da essere ... trascurato.

La Condivisione, alla pari dell’Amicizia, della Complicità e dell’Ammirazione, ha un posto privilegiato nella galleria dei sentimenti positivi che rendono la relazione luogo di grande crescita personale e relazionale e formidabile occasione di scoperta del sé, del partner, del genere umano, del mondo e della vita. Una relazione di successo, insomma, frutto di un notevole investimento di tempo, di curiosità e di spirito di osservazione.

Concludo qui questa mia idea di Relazione quale vasto Territorio tutto da conquistare, tutto da scoprire, tutto da vivere, territorio in cui dovrebbero regnare saggiamente I Quattro Punti di Forza.

Dovunque tu sia in questi ultimi giorni di 2016, ti auguro una splendida settimana sul Territorio della Tua Relazione in compagnia di Amicizia, Complicità, Ammirazione e Condivisione!

Foto di Lena

commenti sul blog forniti da Disqus