Sulla complicità relazionale

Il romanticismo della vita reale è rimanere in contatto.
John Gottman

Nel precedente articolo dicevo che ce ne sono quattro, di punti di forza, che dovrebbero regnare saggiamente sui territori della tua relazione:

  • Amicizia
  • Complicità
  • Ammirazione
  • Condivisione

Dopo aver parlato dell’Amicizia, oggi affrontiamo il secondo punto di forza di una relazione sana, duratura e felice: la Complicità.

Secondo Lo Zingarelli, cartaceo – ma anche Treccani online è sostanzialmente dello stesso parere – la complicità è la “partecipazione, insieme ad altri, ad azioni disoneste o … ”. Scherzo, naturalmente! :-)

Questo è uno dei significati della parola, ma nell’articolo di oggi ho scelto il suo senso figurato, quello, cioè, che richiama alla nostra mente l’idea di gioco, di seduzione, di intensità, in relazione a … una relazione.

La Complicità è intesa: intensa, profonda, seducente. È, in origine, aiuto, favore, protezione, se vuoi, ma in forma evoluta diventa intesa intensa, creativa, unione profonda, coinvolgente. Per evolversi ha bisogno della nostra cura, della nostra presenza, della nostra volontà. La complicità evoluta richiede tempo, impegno e ‘na gran fatica. La complicità si crea, si accudisce, si accresce.

È complicità il desiderio di rendere positiva la propria quotidianità relazionale. È complicità il bacio affettuoso, lo sguardo di riconoscenza, l’abbraccio amorevole, la gioia di stare insieme. È complicità il desiderio di FARE insieme. LA relazione. Tutto questo e poco altro è complicità.

È complicità quello sguardo eloquente, ammiccante, famigliare, in visita dagli amici, dai parenti o nel bel mezzo di una festa. Dagli amici esprime sintonia di pensiero e opinione, in visita dai parenti stabilisce la soglia del “non ne possiamo più” e l’orario di rientro. A una festa diventa desiderio di tenerezza, di coccole, quello sguardo famigliare, ammiccante, eloquente. Uno sguardo che parla di fuga, di scomparsa, di evasione. Intensa. Segreta. Salvo, poi, tornare per la torta! :-)

È sorpresa, la complicità, è voler sorprendere e voler sorprendersi. Quotidianamente. Meravigliosamente. È armonia, la complicità, è voler bene e volersi bene. Intensamente.

È intesa, la complicità: intensa, profonda, seducente. Implicita. Quotidiana. È normale la complicità. Un punto di forza. Saldo. Per una relazione sana, duratura e felice.

È complicità di vita, di pensiero, quell’intesa profonda, coinvolgente della famiglia Tuohy che accoglie un nuovo membro, il “Big Mike” Oher, il quale diventerà, in seguito, un grande campione di football americano. Storia vera, complicata, commovente, da vedere in The Blind Side, del 2009, con una splendida Sandra Bullock.

È complicità quell’unione tenera, profonda, solida della famiglia Howland che sosterrà Alice nella battaglia contro il suo progressivo, ma inarrestabile declino cognitivo. Si tratta di Still Alice, del 2014, adattamento dell’omonimo libro di Lisa Genova, storia verosimile, avvincente, drammatica, piena di speranza, magistralmente interpretata da Julianne Moore, che si aggiudicò il premio Oscar come miglior attrice protagonista.

È complicità di vita, anche quella, buffa, improponibile, impenetrabile, della famiglia Wormwood, che spinge Matilda, la figlia, a starsene più lontana che può. Succede nella Matilda 6 mitica, del 1996, trasposizione sul grande schermo dell’omonimo libro dello scrittore Rolad Dahl.

Esempi, storie, racconti di vita, questi, veri e verosimili, su cui vale la pena soffermarsi. E riflettere. Per rubare. O cestinare. Qualche idea, uno sguardo, un gesto, qualche pensiero.

Dicevo: la complicità richiede tempo, impegno, fatica. Per evolversi, la complicità ha bisogno della nostra cura, della nostra presenza, della nostra volontà. Ebbene, io credo che la Complicità si edifica su una costante sete di conoscenza. La complicità emerge dalla curiosità per il proprio partner, per il genere umano, per la vita, per il mondo. Non c’è complicità senza conoscenza, non c’è conoscenza senza curiosità.

Può sembrare riduttivo, ma i piccoli gesti, sì, proprio quelli quotidiani, banali, scontati, creano e rafforzano la complicità. Chiediamo sempre ai nostri amici Pinca e Pallo qualche esempio. Eccoli, modesti, anonimi, se vuoi, ma di assoluta importanza: la pasta cotta al dente come piace a Pallo, il sugo piccante al punto giusto come piace a Pinca, il tè zuccherato come piace a Pallo, il caffè senza zucchero come piace a Pinca. Gesti, pensieri, attenzioni di ordinaria quotidianità. Scontati, banali, se preferisci, ma di assoluta importanza per creare, alimentare e rafforzare la complicità. Quell’intesa intensa, profonda, seducente. Punto di forza di una relazione sana, duratura e felice.

La Complicità ha un posto privilegiato nella galleria dei sentimenti positivi che rendono una relazione non solo luogo di crescita e trasformazione personale e relazionale, ma anche stimolo per esplorare il continente umano, sé stesso e il partner, il mondo, la vita. La complicità relazionale è, appunto, il secondo dei punti di forza che richiede tempo, curiosità e spirito di osservazione. No, non è MAI scontata, la complicità, e questo, sì, che è scontato! :-)

Unione profonda, intesa intensa, la Complicità è un tasello, altrettanto importante come l’Amicizia, per dare autorevolezza alla tua relazione. È un altro elemento della tua brand identity, per dirla con gli specialisti del marketing, fondamentale nella pianificazione strategica della tua relazione. E, implicitamente, della tua vita.

Nel prossimo articolo parleremo dell’Ammirazione.

Meanwhile, ti auguro una splendida settimana all’insegna dell’Amicizia e della Complicità!

Foto di Jean-Daniel Echenard

commenti sul blog forniti da Disqus