RhetoFan nella Palestra di Botta e Risposta

Se non ci fosse un’opinione contraria bisognerebbe inventarla.
John Stuart Mill

Botta e risposta non è solo il titolo di un libro inserito tra le migliori proposte RhetoFan ma anche il titolo di un progetto che da più di 10 anni aiuta gli studenti a formarsi al dibattito: Palestra di Botta e Risposta.

Ideatore e anima del progetto è Adelino Cattani, un simpatico professore di Teoria dell’Argomentazione dell’Università di Padova, secondo cui la Retorica “non è florilegio o vuoto parlare, ma la facoltà di scoprire ciò che c’è di persuasivo in quello che diciamo e facciamo.” Il professore riprende e rispolvera il pensiero di colui che per primo diede sistemazione alla Retorica, Aristotele, consegnandolo in forma originaria alle nuove generazioni interessate ad allenarsi per rispondere a dovere alle botte discorsive dentro e fuori scuola.

La Palestra di Botta e Risposta è la risposta pragmatica a un pensiero semplice: su ogni cosa vi sono due punti di vista. Lo disse Protagora, filosofo e rettore della Grecia antica, considerato l’inventore dei dibattiti, e nella Palestra tutti ci credono. Per questo motivo, chi decide di entrarci va incontro a un serie di duri allenamenti discorsivi in vista del torneo di dibattito regionale che ogni anno si svolge tra dicembre e maggio.

Il torneo è una gara sportiva a tutti gli effetti: ci sono le fasi eliminatorie, ci sono le semifinali e c’è la finale. Chi vince si porta a casa il titolo di Magnifico Disputante dell’anno e la soddisfazione di aver fatto della replica un’arte. Ecco alcuni esempi di controversie su cui le squadre si sono confrontate:

Credere in Dio aiuta ad essere felici?

Dovremo diventare vegetariani per salvare il mondo?

Vive meglio chi si illude?

Sono questioni di attualità in cui non possono non esserci al meno due punti di vista. Il dibattito, a questo punto, è la conseguenza naturale di due diverse visioni del mondo che le squadre sono chiamate a difendere – per ricordare di nuovo Protagora – rendendo migliore anche il discorso peggiore. A suon di parole, naturalmente, e con l’aiuto della Retorica per trovare ciò che di persuasivo si può trovare in temi di questo spessore.

Oltre ai tornei di dibattito regionali, c’è il torneo nazionale giunto quest’anno alla quarta edizione e le cui finali si svolgeranno dal 1 al 3 settembre al Hotel Casa del Pellegrino di Padova. La Finalissima si svolgerà domenica, 3 settembre, alle ore 14. La partecipazione è libera e gratuita.

Le squadre di disputanti provengono da:

Liceo Linguistico Da Collo di Conegliano Veneto (TV)

IIS Da Vinci - Pellegrino Rossi di Villafranca Lunigiana/Massa (MC)

Albero della Vita, Progetto Di-battiamoci – Roma/Cosenza

Liceo scientifico Cremona – Milano

Liceo Scientifico Torricelli – Bolzano

Gli studenti dovranno mostrare i muscoli discorsivi e combattere con vigore retorico su temi complessi e appassionanti:

Jus soli: diritto da garantire per legge?

Legalizzare le droghe leggere?

I soldi fanno la felicità?

Lo sviluppo tecnologico favorisce un futuro migliore?

Occorreranno i filosofi per governare questo mondo?

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C’è il torneo, ci sono le squadre ci sono i punti di vista da contendere. Non potevano mancare gli arbitri chiamati a valutare con doverosa imparzialità prestazioni verbali e non verbali di ogni squadra e a presidiare tempi e fair play discorsivo durante le tre giornate di dibattiti.

Alla fase finale del 4° Torneo nazionale di dibattito del prossimo settembre ci sarò anche io. Ho accettato con piacere l’invito del Professor Cattani di essere parte della giuria nella seconda giornata di dibattito e di condividere l’esperienza RhetoFan con un pubblico scelto composto di motivati giovani oratori e allenatori discorsivi che renderanno – lo auspico vivamente – il Domani più retorico.

Un Domani più retorico in una società più consapevole che attorno alla felicità ruotano tutti i tentativi di persuadere e dissuadere e che mettere a confronto visioni del mondo in disaccordo è un ottimo modo per creare accordi.

Il discutere, in fondo, altro non è che diritto, dovere e piacere allo stesso tempo.

Foto: per la cortese concessione del Prof. Adelino Cattani

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