Il Triangolo delle Comunicazioni (III)

Non è il DIRE che fa girare il mondo, è il FARE. Il punto è che il DIRE precede il FARE.
Anonimo

Siamo arrivati al terzo e ultimo appuntamento con il Triangolo delle Comunicazioni. Nelle precedenti due puntate:

  • abbiamo letto tre storielle di vita che ci hanno portato alla scoperta del genere umano da un punto di vista retorico-discorsivo
  • abbiamo visto chi è lOmino Parlino e chi è, invece, l’Homo Retoricus
  • abbiamo definito ciò che li distingue: la consapevolezza retorico-discorsiva
  • abbiamo visto, da una prospettiva triangolare, le tre tipologie di comunicazione umana: aggressiva, passiva e assertiva

In questo ultimo post vogliamo vedere come la Retorica può aiutarci a parlare meglio, parlando meno, giusto?

I confini della mia lingua sono i confini del mio mondo.
(Ludwig Wittgenstein, filosofo)

Naturalmente, leggendo Parla Meno, Parla Meglio la prima guida digitale RhetoFan che puoi trovare in formato pdf, da stamparla e leggerla come vuoi e quando vuoi. Se vuoi invece una copia cartacea, sulla più grande libreria online trovi l’Arte del Parlare con Arte. Certo, la puoi trovare anche in formato e-book, pronta per il tuo e-reader personale.

Poi magari ti verrà voglia di scoprire la Retorica come la concepì il suo primo grande sistematore, Aristotele: eccola qui. In alternativa, puoi provare con un testo più recente, ma di difficile reperibilità in lingua italiana: L’arte di avere sempre l’ultima parola (va meglio, per contro, con l’originale, in inglese: Thank You for Arguing).

In ogni caso, in alto, alla tua sinistra, nella sezione RhetoTools del sito, puoi trovare IspirAzione scegliendo la tua lettura preferita tra le migliori proposte RhetoFan.

Come dici? Hai poco tempo? Sempre a lamentarti tu, eh … :-)

Ok, per stavolta chiudo un occhio e ti faccio guardare il pensiero di Aristotele brillantemente riassunto dal filosofo contemporaneo Alain de Botton in meno di 5 minuti e puntualmente tradotto dalla prestigiosa rivista italiana Internazionale. Titolo: Perché l’amicizia è importante, secondo Aristotele.

Il punto è che se fai ciò che ti ho appena detto, scoprirai la forza della Parola: prenderne consapevolezza del suo potenziale è il primo passo verso una comunicazione efficace e l’inizio della tua crescita personale.

Taccuino_1.jpg

Qualsiasi strada tu prenda per avvicinarti alla Retorica, essa è capace di accendere un nuova luce sulla tua vita, con la naturale conseguenza che prima o poi vorrai, se non lo hai ancora fatto, mettere le mani su un taccuino e mettere nero su bianco ciò che vedi: i tuoi pensieri, le tue idee, le parole note che più ti stanno a cuore.

Inevitabile, poi, voler parlare meglio, parlando meno:

  • per risparmiare prezioso tempo della tua vita
  • per valorizzare le tue risorse discorsive, cognitive e comportamentali
  • per creare valore con ciò che dici

E le tre maggiori aree della tua vita non saranno più le stesse:

Obiettivi: la vita è fatta di piccoli passi per raggiungere grandi obiettivi. Ma porsi un obiettivo non basta. È chi lo raggiunge che fa la differenza. In tempo, con pratica e costanza. E chi lo raggiunge, lo raggiunge perché sa di avere e sa come usare le proprie risorse discorsive al momento giusto e nel contesto adatto. La via per raggiungere grandi obiettivi a piccoli passi passa per il viale della Retorica.

Relazioni: Aristotele disse che si devono fare le cose che procurano la felicità. L’arte del parlare con arte ci insegna a trovare il consenso e quale migliore fonte di benessere relazionale del consenso? La Parola gestita con intelligenza retorica è il più efficace strumento per stimolare le interazioni collaborative e risolvere le situazioni conflittuali. Prima però occorre coltivarla, educarla e all’occorrenza domarla. Ma, soprattutto, trovare ciò che di persuasivo c’è in ciò che fai e in ciò che dici.

Mondo Interiore: diventare più consapevole delle proprie risorse discorsive, emotive e comportamentali è il primo passo verso la conquista del Mondo Esterno. Diventerai, indubbiamente, più esigente con te stesso e più tollerante con gli altri. Più attento e responsabile. Più pragmatico. Impari a parlare con misura e ad ascoltare con pazienza. A vedere le parole in una luce diversa. A sentire e pesare il valore del detto. E soprattutto del non detto.

Poi, potrebbe capitarti una cosa terribile, che è capitata a me e che capita a tutti coloro che della Retorica fanno il Chilometro 0 della Comunicazione e punto di partenza per il più bel cammino che un essere umano possa compiere: il Cammino della Crescita Personale. A un certo punto del tuo cammino metterai a fuoco la DOMANDISSIMA:

 

COME POSSO AGGIUNGERE VALORE AL POSTO IN CUI VIVO E AL MONDO IN CUI ABITO?

 

Io ti posso offrire tre risposte:

  • Presenta il tuo punto di vista, la tua visone del mondo nella migliore luce discorsiva
  • Negozia al meglio la tua definizione di realtà, sostieni le tue posizioni discorsive in modo da conquistare il consenso dell’interlocutore
  • Poniti un obiettivo e raggiungilo con tutti i tuoi mezzi cognitivi, emotivi e comportamentali
Vogliono imparare a parlare senza cambiare la loro vita. E a quelli che vogliono cambiare non viene in mente di cominciare parlando.
(Sten Nadolny, scrittore)

Quindi:

  • se hai davvero a cuore i tuoi obiettivi e li vuoi raggiungere
  • se hai davvero a cuore le tue relazioni e le vuoi migliorare
  • se hai davvero a cuore il tuo mondo interiore e vuoi impiegarlo nella conquista del mondo esterno

Non ti resta che diventare:

  • più efficace dicendo le cose giuste
  • più efficiente dicendo le cose nel modo giusto.

Essere discorsivamente efficace ed efficiente è la strada sicura per avere un effetto diretto sul tuo interlocutore. Su te stesso. Sulla vita di entrambi.

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Grazie e buona settimana triangolare, retoricamente parlando.

A presto,

Lucian

Foto da Google Immagini e dall'archivio personale

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