Come rallentare con una poesia

La vita è molto più che andare sempre più veloci.
Mahatma Gandhi

Nell’articolo di oggi vorrei condividere con te una poesia. Si intitola Danza lenta e il suo autore è lo psicologo infantile David Weatherford.

 

Hai mai guardato i bambini

In un girotondo?

O ascoltato il rumore della pioggia

Quando colpisce la terra?

O seguito il volo irregolare di una farfalla?

O osservato il sole allo svanire della notte?

Faresti meglio a rallentare.

Non danzare così veloce.

Il tempo è breve.

La musica non durerà.

Attraversi ogni giorno

Al volo?

Quando dici Come stai?

Ascolti la risposta?

Quando la giornata è finita

Ti stendi sul tuo letto

Con centinaia di pensieri molesti

Che ti passano per la testa?

Faresti meglio a rallentare.

Non danzare così veloce

Il tempo è breve.

La musica non durerà

Mai detto a tuo figlio,

lo faremo domani?

Senza notare nella fretta,

Il suo dispiacere?

Mai perso il contatto,

Con una buona amicizia che poi è finita

Perché tu non avevi ma avuto tempo

di chiamare e dire “Ciao”?

Faresti meglio a rallentare.

Non danzare così veloce.

Il tempo è breve.

La musica non durerà.

Quando corri così veloce per giungere da qualche parte

Ti perdi la metà del piacere di andarci.

Quando sei inquieto e corri tutto il giorno,

È come un regalo mai aperto gettato via.

La vita non è una corsa.

Prendila più piano.

Ascolta la musica

Prima che la canzone sia finita.

 

La metafora "la vita è una canzone" è famigliare a chi ha letto Sette pensieri e una settimana in cui riporto le parole di Ronald Reagan, il 40° presidente degli Stati Uniti:

Life is one grand, sweet song, so start the music.

La vita è una meravigliosa canzone, quindi fate partire la musica.

La vita è una canzone, ma la stai davvero ascoltando?

 

“Sono di corsa”, “Se sei fermo, sei perduto”, “Devo correre”, “Scapo, sono in ritardo”, quante volte ti è capitato di pronunciare queste frasi? Come dici? Tante? Ti capisco, anche a me. Salvo poi rendermi conto che nulla di ciò che ritenevo urgente era davvero urgente.

 

Frasi come queste funzionano come gabbie del pensiero, dove nascono paure più delle volte inventate. Una tra le più ricorrenti è affrontare se stessi. Fermarsi e guardarsi dentro e attorno non è così semplice come sembra. Non basta uno specchio e la volontà di osservare. Ci vuole anche la forza di fare i conti con ciò che vedi dentro. Puoi vedere ad esempio sogni sbriciolati. Oppure desideri dimenticati. Allora che fai, non ti inventi un paio di motivi per metterti a correre anche tu? Certo che sì. Qualcosa, qualsiasi cosa pur di evitare di guardare.

 

Comprensibile. Come fai a fermarti quando tutti attorno corrono? Poi, se ti fermi, devi fare i conti con i sensi di colpa. Anche io, da buon velocista urbano credevo che “se mi fermo, sono perduto”. Paure inventate. Pericoli percepiti. Non reali. Poche sono state le situazioni che hanno richiesto il mio intervento imminente.

 

Ho scoperto per la prima volta Danza lenta nel libro di Timothy Ferris 4 ore alla settimana che ho finito di leggere di recente. Non ti anticipo nulla, ma se sei appassionato alla retorica, alla comunicazione e alla crescita personale non puoi fare a meno di leggerlo. 

 

Spero questa poesia ti sia piaciuta. Se ti va, fammelo sapere nei commenti oppure sulle tue reti sociali preferiti.

 

 Buona settimana.

  

Qui puoi sentire la poesia in lingua originale, con un bel sottofondo musicale.

 

Foto di elycefeliz

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