Come fare le domande giuste al momento giusto

Chi conosce tutte le risposte, non si è fatto tutte le domande.
Confucio

Fare le domande giuste è un arte, sintesi e conseguenza di un ascolto attivo e interessato.

Ma che cosa fanno le domande nell'interazione discorsiva? E, soprattutto, come fare le domande giuste al momento giusto?

Andiamo per ordine.

Ecco alcune motivazioni per cui facciamo domande al nostro interlocuttore.

  • rompono il ghiaccio e favoriscono l’interazione discorsiva;
  • procurano informazioni, dando modo all’interlocutore di scoprirsi;
  • stimolano l'interazione tra i parlanti;
  • evitano che la discussione si blocchi e mantengono stabile il ritmo del discorso;
  • aiutano a prendere tempo, per predisporre un’argomentazione o riflettere su quanto è stato appena detto;
  • sono uno strumento di conduzione del dialogo: chi fa domande assume il ruolo di guida.

Possono anche servire a bloccare il flusso di pensieri portato avanti dall’interlocutore fino a un dato momento, indirizzandone il ragionamento in una direzione diversa.

L’interazione discorsiva o il dialogo che dirsi voglia può essere paragonato a una partita di ping-pong, fatta di argomentazioni e contro argomentazioni, azione e reazione, nella quale a ogni domanda segue una risposta. Ma ciò può accadere solo se la domanda è compresa oppure, per rimanere nella metafora, se il partner riesce effettivamente a prendere la palla per passare dal suo silenzio attivo alla parola.

Alcune regole da rispettare per fare le domande giuste con le parole giuste e al monento giusto:

 

  • devono essere concrete, aperte, amichevoli e cortesi;
  • non devono attaccare personalmente l’interlocutore;
  • devono essere brevi e comprensibili;
  • chi pone la domanda non deve fornire la risposta;
  • se la domanda resta temporaneamente senza risposta o si rivela insufficiente, è necessario ripeterla ed eventualmente riformularla;
  • devono essere motivate: richiedere maggiori informazioni, esprimere un complimento, richiedere un chiarimento, approfondire un argomento.

 

Di seguito i tipi di domanda che possiamo rivolgere al nostro interlocutore:

Domande aperte

Iniziano sempre con quello che i grammatici chiamano pronome interrogativo: chi, che cosa, come, dove, quando, perché, per chi, in che sequenza e richiedono una risposta aperta.

Così:

Domanda aperta:

Quando posso passare da lei?

Possibile risposte:

Quando vuole.
Domani alle 15.30.
Mi faccia una proposta.
Ritengo superfluo un incontro.

Le domande aperte sono dal punto di vista discorsivo strumenti strategici che aiutono a raccogliere il maggior numero di informazioni possibili per riuscire a orientarsi in un contesto discorsivo in parte sconosciuto.

Il pronome interrogativo perché merita una particolare attenzione: può suonare altezzoso, provocatorio per il destinatario e obbligarlo a giustificarsi. L’implicito veicolato in talune situazioni da questo pronome interrogativo è: io sono superiore, tu sei inferiore. È un pronome da usare con parsimonia in tutte le situazioni discorsive e in particolare modo nelle interazioni tra genitori e figli in quanto inducono in questi ultimi un comportamento giustificativo che mina l’autostima e la fiducia nelle proprie forze. Ciò che rischia di penetrare insidiosamente e silenziosamente la personalità del bambino è:

Se devo giustificarmi, non sono capace di … , non sono autonomo/a, non riesco a decidere ... , sono colpevole di ...

In combinazione con la negazione NO è micidiale per l’interlocutore di qualsiasi età. Uccide lo scambio conversazionale prima ancora della sua nascita: Perché non …? Perché non hai fatto, pensato, detto, agito, ecc. è un tipo di domanda prevaricante e arrogante ed è assolutamente da evitare se si vuole dare di sé un’immagine discorsivamente morbida ed accogliente. E non spigolosa e aggressiva.

Poi ci sono le persone che abbondando di questo strumento linguistico nel tentativo sbagliato di giustificare la propria affermazione o il proprio comportamento anche se all’interlocutore non fornisce informazioni pertinenti al dialogo:

Sono andato a casa perché ... 

Ho fatto, pensato, agito così perché ...

Se non viene chiesto esplicitamente il perché, giustificare la propria scelta e il proprio comportamento discorsivo, risulta ridondante, superfluo e spesso rischia di inquinare l'interazione tra i parlanti.

Quando si ha la tentazione di iniziare una domanda con questo pronome bada bene se non hai a disposizione una riformulazione più adeguata e meno frontale.

Ad esempio:

No: Perché lo dice?

Sì: Come è giunto a questa conclusione?

 

No: Perché l’hai fatto?

Sì: Che cosa ti ha spinto a compiere questa scelta?

Domande chiuse

Iniziano con un verbo e richiedono risposte semplici: si, no, forse, non so, no credo.

Così:

Esempio 1. Posso passare da lei?

Si.

 

Esempio 2. È giunto a qualche risultato?

No.

Servono per ottenere un chiarimento e sono particolarmente adatte alla fase conclusiva di un dialogo, quando si fa il punto della situazione o si riassume i termini della questione dibattuta. In genere le domande chiuse ristringono il campo di azione dell’interlocutore. Tuttavia questa limitazione non è sempre rispettata perché:

  1. in genere, la cortesia vieta di rispondere con un secco si o no.
  2. l’interlocutore tenta di tenersi una possibilità per cambiare idea o fare marcia indietro e quindi evita di prendere definitivamente posizione.

Chi risponde ha già pensato alla domanda successiva e fa a meno di esplicitare il sì o il no nella sua risposta.

Esempio 1

Domanda: Siete giunti a qualche risultato?

Risposta 1: Abbiamo lavorato molto alla ricerca di una soluzione facendo un bel asso avanti.

Risposta 2. Non era affatto necessario giungere a un risultato, l’’incontro è servito solo a uno scambio di opinioni.

 

Esempio 2

Domanda: Posso passare dal lei?

Venga domani alle 16.00.

Domande alternative

Contengono in sé le possibili risposte indicando così un contesto per la risposta al quale di norma l’interlocutore si attiene.

Domanda: Cinema o teatro stasera?

Risposta: Andiamo al teatro.

Le domande alternative offrono spunti per poter prendere una decisione, tra più alternative, appunto..

Controdomande

Le risposte sotto forma di domande chiamate anche contro domande sono in genere considerate scortesi e hanno un che di provocatorio in quanto spesso sono formulate per distogliere l’attenzione dalla domanda iniziale.

Le controdomande possono, tuttavia, essere utili quando ad esempio non si è certi di aver capito bene la domanda iniziale, oppure quando si ha bisogno di dati più precisi per poter dare una risposta valida. Questo è il motivo per cui la controdomanda è di solito una domanda aperta con la quale si reagisce a una domanda chiusa.

Esci a cena con noi?

Dove avete pensato di andare?

Domande retoriche

Sono finte domande in quanto nessuno si aspetta una vera risposta. Infatti, la risposta è data direttamente da chi ha posto la domanda, oppure la domanda è già un’affermazione camuffata da domanda. Spesso si riconosco dal fatto che seminano il dubbio: finiscono con un punto interrogativo o con un punto esclamativo.

Quale uomo potrebbe mai resistere? (!)

E alla fine hai imparato qualcosa? No, commetti sempre gli stessi errori, lo sappiamo entrambi.

La domanda retorica serve a risvegliare o a indirizzare l’attenzione dell’interlocutore senza che chi parla debba cedere il turno della parola. Sono comunque da usare con cautela in quanto possono indurre una perdita di interesse nell’interlocutore: apparentemente lo stimolano a intervenire, ma in realtà non gli consentono di prendere la parola.

Domande suggestive

Sono affermazioni travestite da domande e come tali suggeriscono già la risposta. È uno strumento di comunicazione delicato che può impedire o distruggere un confronto discorsivo, in quanto suscitano diffidenza nel partner e quindi ne riducono la disponibilità al dialogo.

Non stava per andarsene?

Le domande giuste, al momento giusto e nel contesto adatto contribuiscono al flusso del discorso incoraggiandolo o, al contrario, ostacolarlo.

Diamo spazio alle domande nella nostra quotidianità: poniamole strategicamente e con garbo agli altri, poniamole incuriositi e con rispetto a noi stessi.

Quanto è importante per te fare domande? Cerchi di porle strategicamente nelle tue interazioni quotidiane?

Se anche tu ritieni che fare le domande giuste al momento giusto è un arte che si impara e si affina nel tempo, questo è il momento giusto e il posto giusto per farmelo sapere :-)

Con un commento nello spazio dedicato qui sotto.

Grazie e buona settimana.

Foto di Benjamin Reay

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