Come far vivere al tuo interlocutore una cosa per un’altra

Si deve rendere esotico il linguaggio, poiché gli uomini ammirano ciò che è lontano, e ciò che provoca meraviglia è piacevole.
Aristotele

Se pronuncio la parola metafora qual è la prima cosa che ti viene in mente? Poesia? Poeta? Senso figurato?

Sì, è corretto, ma puoi dire anche la vita di tutti i giorni e non ti sbagli affatto.

Per toglierci ogni dubbio, chiariamo subito che cos’è una metafora: uno strumento che ci fa vivere una cosa per un'altra.

Vediamo come viviamo una cosa per un’altra prendendo tre metafore largamente utilizzate a casa, in azienda e … dappertutto!

La prima è una metafora che hai sicuramente utilizzato mille e passa volte prima di oggi e farai uguale da oggi in poi: il tempo è denaro che diventa nella lingua di tutti i giorni: 

Come avete impiegato il vostro tempo in questi giorni?

Così facendo ti risparmi qualche ora.

Devi pianificare il tuo tempo.

Ha esaurito il tempo a disposizione.

Ha sprecato un sacco di tempo per lei.

Mi stai facendo perdere del tempo.

Questa gomma a terra mi è costata un’ora.

La nostra cultura misura il tempo in denaro, il denaro è una risorsa limitata e le risorse limitate sono merci pregiate. Ecco perché il tempo è denaro è prima di tutto un modo di intendere il mondo, un’esperienza cognitiva che solo in seguito diventa un'espressione linguistica. Noi trattiamo il tempo in giro per il mondo come una risorsa limitata che utilizziamo per conseguire i nostri obiettivi. Viviamo il tempo come un pregiatissimo bene che può essere speso e pianificato, perso e investito, risparmiato e sprecato.

La seconda metafora ti è sicuramente altrettanto familiare: l’amore è un viaggio, che nella lingua di tutti i giorni diventa: 

È stato un lungo cammino accidentato.

Guarda come siamo andati lontano.

La loro relazione è a un bivio.

La nostra relazione ha perso la rotta.

Non credo che questo rapporto stia andando da nessuna parte.

Non possiamo tornare indietro.

Siamo su un binario morto.

L'amore è affar complesso, pertanto ci può capitare di sperimentarla anche in altri modi. Come, ad esempio:

- una forza fisica: Potevo sentire l’elettricità  fra noi. Sono volate scintille. C’è un incredibile energia nella loro relazione.

- un paziente: Questa relazione è malata. Hanno un sano matrimonio. È un rapporto stanco.

- una follia: Sono pazzo di lei. Sta diventando matto per lei. Sono stravolta per lui.

- una magia: Lei mi ha ammaliato. Sno rimasto incantato. Sono affascinato da lei.

- una guerra: È famoso per le sue rapide conquiste. Lei ha lottato per lui. Ha conquistato il suo cuore.

La metafora è un potente strumento cognitivo che ci permette di categorizzare le nostre esperienze cognitive e raccontarle con l'aiuto delle parole per dare un senso alla nostra quotidianità. La metafora è, abbiamo visto, presente nelle più banali azioni quotidiane come ad esempio quando parliamo di soldi e d’amore. La metafora non è l’unica, ma probabilmente la più potente figura retorica che traduce in parole un determinato modo di pensare.

Basterebbero questi due esempi per comprendere come la metafora è onnipresente nella vita di tutti i giorni e ci fa vivere una cosa per un'altra. Essa è, quindi, prima di tutto una faccenda di pensiero e solo dopo, una questione di parole. Nella nostra quotidianità, matrimoniale o professionale che sia, ci ritroviamo spesso a negoziare il significato delle nostre azioni e a quel punto entra in gioco lei, la metafora, per darci un mano a far vivere all’interlocutore un'esperienza in termini di un'altra.

Anche se a lungo considerata un artificio retorico e per questo spesso disdegnata, la metafora è diffusa tanto nelle parole della nostra quotidianità quanto nel nostro modo di pensare e di agire. Essa rende piacevole e straordinaria la nostra ordinaria quotidianità.

Dopo un primo esempio più adatto all’azienda e un secondo più adatto in casa vediamone un terzo che si adatta più o meno … dappertutto: la metafora la discussione è una guerra che nella vita di tutti i giorni si esprime così:

Ha attaccato ogni punto debole nella mia argomentazione.

Ha demolito il suo argomento.

Le sue critiche hanno colpito nel segno.

Non ho mai avuto la meglio su di lui in una discussione.

Non sei d’accordo? Va bene, spara!

Se usi questa strategia, ti fa fuori in un attimo.

Non occorre che te lo dica io, sai bene anche tu che non solo parliamo di discussioni in termini di guerra, ma trattiamo la discussione come una battaglia in cui o vinci o perdi: il nostro interlocutore è un nemico, attacchiamo le sue posizioni e nello stesso tempo difendiamo le nostre, guadagniamo o perdiamo terreno, per conquistare facciamo piani e usiamo strategie, abbandoniamo le posizioni indifendibili e scegliamo nuove tattiche di attacco.

Quello che vorrei aggiungere è che la retorica ci insegna proprio questo: come difendere le proprie posizioni e come conquistare l’interlocutore con metafore ordinatamente sedute sui banchi dell’argomentazione (Logos) vestite in abiti seducenti (Pathos) che le conferiscono un’aura di autorevolezza (Ethos). Massima attenzione a maneggiare la metafora con i tre megastrumenti retorici è le probabilità di avere dalla tua qualsiasi uditorio aumentano vertiginosamente!:-)

Infine, lasciami aggiungere un bonus: la metafora la vita è un gioco d’azzardo particolarmente adatta a coloro che si tengono spesso fuori dalla loro zona di confort. Questa è una metafora che mette insieme diversi pensieri espressi all’incirca così:

 Correrò i miei rischi.

Ha un asso nella manica.

La posta in gioco è alta.

Le probabilità sono contro di me.

Se giochi bene le tua carte, puoi farcela.

Sta bleffando.

Le metafore di cui ti ho parlato in questo articolo sono presenti in tutte le culture occidentali. Se ne occupa in maniera diffusamente un libro dal suggestivo titolo Metafora e vita quotidiana, scritto da George Lakoff e Mark Johnson, il primo, linguista, il secondo, filosofo.

Lakoff e Johnson si mettono ad analizzare le metafore sopra e tante altre partendo da un’idea tanto semplice quanto geniale: fuori la metafora dallo spazio linguistico e dentro allo spazio cognitivo. Naturalmente non sono gli unici a occuparsene della metafora in un prospettiva meno linguistica e più cognitiva. I primi tentativi risalgono ai tempi di Aristotele, il quale parlava di sapere acquisto attraverso la metafora. All’epoca si diceva che “le metafore devono essere ricavate da ciò che è bello per suono, per effetto, per efficacia visiva o per qualche altra impressione”.

La metafora, abbiamo visto, è uno strumento di grandissima importanza fin dai tempi di Aristotele, ampiamente diffusa nella nostra quotidianità. Chiunque voglia esprimerci con efficacia e mettere in atto una comunicazione di qualità deve fare buon uso di questo potente strumento cognitivo. L'accurata gestione delle metafore nelle interazioni a casa, in azienda e … dappertutto aumenta le possibilità di creare rapporti duraturi e di comunicare efficacemente all'interlocutore le esperienze vissute e non ancora condivise.

Spero l'argomento sia stato di tuo gradimento e spero tu vorrai condividerlo sui tuoi social preferiti cliccandi i bottoncini blu qui sotto :-) 

Foto tratta Google immagini

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