Come comunicare meno ed essere più efficace

La vita non è trovare te stesso. La vita è creare te stesso.
George Bernard Shaw

Sembra che abbiamo licenziato le nostre corde vocali. E assegnato extra lavoro alle nostre dita, i pollici in prima linea.

Parliamo meno, ma parliamo meglio? Parliamo meno, ma siamo più efficaci?

Parliamo meno e in quei momenti che lo facciamo riempiamo i nostri discorsi di parole altamente … lamentose. Qualche esempio per capirci meglio: “Sono sempre di corsa”, “Non ho (mai) tempo per me”, “Non ho (mai) tempo per … (inserire attività a piacere), “Vorrei fare … (inserire sogno ammuffito nel cassetto), ma non mi basta il tempo”, “Vorrei stare un po’ di più con (partner, figli, parenti, amici, ecc.) ma non trovo (mai) tempo”. Ti suona famigliare?

Ancora: “Ti ho scritto, ma non mi hai risposto”, Perché non rispondi ai miei messaggi?”, “Verifico e poi ti scrivo un messaggino” (che spesso diventa un papiro).

Siamo onesti. Non che io non faccia uso di messaggi scritti. Sì, e ne ammetto l’utilità. Il problema non è l’uso, ma l'abuso di messaggi scritti. E per estensione di tecnologia, a iniziare con quella mattoncina … ona che ci portiamo in tasca ogni giorno. Se comincio a farne abuso, forse vale la pena fermarmi e pormi qualche domanda. Come quelle all’inizio di questo articolo.

Parliamo meno atrofizzando una delle più deliziose attività umane e uno dei più potenti strumenti di crescita personale: il dibattito. E le sue variazioni: dialogo, confronto, polemica, discussione. Anche scontro e litigio, purché rimangano nei confini del buon senso e dello spirito risolutivo.

Perché come ricorda Adelino Cattani nel suo Botta e risposta:

… uno può essere sinceramente convinto che deve dire ciò che pensa, ma ci vuole un altro per ricordargli che deve pensare ciò che dice. Poi occorre anche sapere difendere queste idee. Un addestramento al dibattito polemico, che vada oltre la buona e pura educazione al dialogo, risponde a tale scopo. Come esperienza e psicologi insegnano, un buon litigio coniugale è salutare per la coppia; così dirsele di santa ragione fa bene anche all’interno della comunità dei pensanti.

Qualche scossa discorsiva, pertanto, tra amici e parenti può anche far bene. Non solo nei ambienti scolastici e accademici.

Parliamo meno, sì, e spesso cerchiamo di leggere l’illeggibile tra le righe e nelle faccine che ci mandiamo via WhatssApp, Telegram, Messenger, E-mail e via dicendo. Parliamo meno e spendiamo più tempo per dire la stessa cosa. Poi orgogliosamente andiamo in giro a raccontarci p… line (perline, cos’hai capito, eh?) che non abbiamo tempo per le persone e per le cose che contano. Siamo occupati, noi…

Parliamo meno e scriviamo troppo. I discorsi che facciamo e che più spesso ci facciamo sono farciti di vocaboli pervasi dalla stessa … lamentosite cronica. Ci inventiamo e ci nascondiamo dietro a scuse e scusine del tipo: “Faccio prima", "Se non scrivo ora mi dimentico”, “Magari è impegnato/a e ora non può rispondermi”, “Magari è impegnato/a e ora non ha tempo”. E via di questo passo.

I timidi hanno le attenuanti. Che questi nuovi strumenti di comunicazione siano una mana dal cielo per loro è fuori dubbio: “Le scrivo perché se la chiamo, la sua voce mi taglia le gambe.” :-) Comunque, anche se sai di essere timido, tieni a mente che privilegiare il dialogo ti aiuterà a vedere meglio in che direzione andate e che pieghe il discorso potrà prendere. A proposito: se vuoi affrontare con spirito pragmatico una situazione a forte carico affettivo questo post può darti qualche dritta: Come conquistare una ragazza con la Retorica.

Facciamo un uso spropositato dei nuovi strumenti di comunicazione digitale ignorando la bellezza, la gratificazione e l’efficacia dell’incontro tête-à-tête. Corriamo il rischio di rimanere all’oscuro dell’immenso piacere di guardarsi negli occhi. Sprecando poi energie e tempo per lamentarsi di non aver più tempo ed energie per ciò che conta veramente nella nostra vita.

Ecco per te qualche dato interessante che spero ti possa far riflettere. Impieghiamo mediamente un minuto per la scrittura di circa 30 parole su una tastiera mobile. Il dato aumenta se lo strumento è un computer portatile/desktop (50-60 words per minute). Compara questo dato con la media di 130-150 wpm che usiamo in condizioni normali quando decidiamo di scomodare le nostre corde vocali. Cinque volte di più. In altre parole, la stessa cosa che voglio dire a voce in un minuto, la dico scrivendo in cinque minuti.

Writing on mobile phone_1jpg

Ci lamentiamo che non abbiamo tempo, ma solo dando più fiato ai nostri pollici e ridando dignità e lavoro alle nostre corde vocali aumentiamo notevolmente il tempo che possiamo dedicare a partner, figli, amici, parenti e le cose che contano.

La più umana tra le attività umane è stata sommersa da un oceano di app luccicanti escogitate per tenerci in contatto. Apparentemente, perché sì, ci aiutano a ridurre le distanze e tenerci in contatto, ma attenzione: il confine tra uso e abuso è davvero molto labile e a volte ci caschiamo senza neanche renderci conto.

Tuttavia, se preferisci continuare a scrivere buttando alla pattumiera della tua vita prezioso tempo che potresti dedicare ai tuoi cari e alle tue attività del cuore, ti lascio qui due utili strumenti per esercitarti nella velocità di scrittura:

Li ho testati: 38 wpm in lingua inglese e 58 wpm in lingua italiana, da desktop portatile; 28 wpm in lingua italiana e 21 wpm in lingua inglese da mobile.

Il passaggio dal parlato allo scritto e abissale. Il cambio di mezzo di comunicazione, anche.

Non devi credermi sulla parola. Provali anche tu e fammi sapere com’è andata.

Supponiamo che tu sia molto più veloce di me, l’idea di fondo però non cambia: scrivendo non arriverai mai ad avere più velocità di eloquio rispetto al parlare a voce. Pertanto, se non sai da dove iniziare per recuperare tempo prezioso nella tua vita, ecco, potresti iniziare dal riconsiderare l’utilità di inviare messaggi a discapito dello scambio verbale.

Io mi sono fermato a riflettere.

Spero che anche tu, lettore RhetoFan, lo faccia. Se l’abitudine di mandare messaggi ha preso sopravvento nelle tue giornate, è arrivato il momento di rimediare.

Il parlare meno è meglio se ci porta ad essere più efficaci.

Buona settimana.

Foto di copertina: Pexels; foto all'interno dell'articolo: Pixabay  

commenti sul blog forniti da Disqus