A che cosa serve la retorica?

Non c’è nulla di più nobile che riuscire a catturare l’attenzione delle persone con la parola, indirizzare le loro opinioni, distoglierle da ciò che riteniamo sbagliato e condurle verso ciò che apprezziamo.
Cicerone

Questo è il mio decimo articolo su www.rhetofan.com. È un piccolo traguardo che merita una gratificazione: rispondere in sette punti a una domanda.

Ma ‘sta retorica, a cosa serve? :-)

Prima di leggere le 7 risposte, vedi le tre definizioni della retorica per farti un'idea di che cosa stiamo parlando.

Ecco, secondo me:

La retorica serve per divertirsi

Se anche tu pensi che “serio non è l’opposto di divertente” allora sei nel blog giusto. Guarda che cose meravigliose si possono fare con la materia prima del discorso, le parole. I dialoghi platonici sono niente al confronto dei nostrani alefranziani. Un esempio, al volo:

F: “Mi tolga una curiosità: ma il capriolo le capriole le sta facendo anche ora?”

A: “No, adesso si è stufato.”

F: “Con la polenta?”

A: “Cosa?”

F: “Il capriolo. Stufato con la polenta?”

A: “Sento un po’, è un cane!”

F: “Stufato con la polenta? Eh, che schifo!...”

:-)

Per una sana risata retorica guarda qui.

La retorica serve per riflettere sulla felicità, anche se…

Buddha è stato chiaro: non c’è alcuna via che porti alla felicità. La felicità È la via. Lo disse un mucchio di anni fa e non si mette in discussione la saggezza millenaria di un Dio. Ma si può guardare alla felicità da un punto di vista meno metafisico e più retorico: ciò che dico, penso, faccio, lo dico, penso, faccio per  persuadere o dissuadere. Te stesso e gli altri. Se, a casa, vuoi diventare vegano per fare pace con gli animali o, se, in azienda, vuoi ottenere quella tanto ambita promozione, o se, ancora, la tua dolce metà pensa di sborsare 1.399 euri per raggiungere l’eccellenza linguistica in (soli) 4 giorni, non c’è scampo. Devi persuadere. O dissuadere.

E che c’entra la retorica?

“Intorno alla felicità e alle azioni che a essa conducono e a quella a essa contrarie, che ruotano tutti i tentativi di persuadere e dissuadere”. El Maestro dixit. Ti azzardi a contraddirlo? :-)

Se convinci la tua signora che per raggiungere lo stesso risultato – eccellenza linguistica – basta spendere solo meta per una sana consulenza retorica siamo felici in quattro: tu perché hai appena inclinato la bilancia retorica dalla tua parte, lei perché aveva in mente anche quel tailleur che, guarda caso, costa esattamente l’altra meta della cifra, io che mi sono fato pagare la consulenza retorica per dire alla tua dolce meta che per diventare maestra nell’uso del linguaggio 4 giorni NON bastano e il conto in banca perché ha diminuito le uscite del 50%. Al meno fino al prossimo giro di shopping. :-)

La retorica serve per meglio governare la propria vita …

ora che Ethos, Pathos e Logos sono diventati i tuoi migliori alleati retorici. I Magnifici TRE sono i responsabili retorici della tua testa, della tua pancia e del tuo cuore: mentre il cervello analizza i fatti (logos), la pancia esegue il test di affidabilità dell’interlocutore (ethos) e il cuore accende la passione (pathos). Insieme lavorano per sedurre, retoricamente parlando, creare consenso, vivere meglio e fanno della retorica quella meravigliosa piccola cosa di assoluta importanza quotidiana. Necessaria per meglio persuadere o dissuadere. A casa, in azienda e … dappertutto!

Qualunque discorso tu pronunci, loro ci sono: gli argomenti fondati sul carattere predispongono l’interlocutore nella migliore disposizione emotiva per ascoltare argomenti imbattibili. Quelli che convincerebbero anche il più cerebrale tra i più cerebrali, tanto per dire. :-)

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La retorica serve per raggiungere i tuoi obiettivi

La vita è fatta di piccoli passi per raggiungere grandi obiettivi. Mica ti dico qualcosa di nuovo! Ma quello che io ho imparato dalla retorica è che porci un obiettivo non basta. Serve poi cercare con tutti i mezzi cognitivi, emotivi e comportamentali di raggiungerlo. Per farlo occorre mettere le mani al discorso deliberativo. E perché? Perché è quello che si rivolge al futuro, l’unico in grado di creare consenso e farti raggiungere la gratificazione sociale, famigliare e professionale. Facci caso, con l’amico al bar, con il collega in ufficio, con consorte e marmocchi: quando consigli o sconsigli lo fai in relazione a un evento futuro. Per dire, quando Shapira afferma, a proposito del suo viaggio nella Valle delle grandi domande“Non rinunciare ai piaceri della vita”, riproponendo in chiave edonica il passaggio biblico “Tutto ciò che la tua mano è in grado di fare, fallo con tutta la tua forza” che cosa fa? Esatto, fa buon uso della retorica deliberativa: esorta, consiglia per spronarti ad applicarti a tutto con entusiasmo. La via per raggiungere grandi obiettivi a piccoli passi passa per il discorso deliberativo.

La retorica serve a gestire meglio le relazioni

Aristotele lo dice chiaro tondo: “si devono fare le cose che procurano la felicità o una delle sue parti, o che l’accrescono invece di diminuirla, mentre non si devono fare quelle che la corrompono o ostacolano o producono il contrario.” L’arte di parlare con arte ti insegna a cercare il consenso e, diciamolo pure, quale migliore fonte di benessere relazionale del consenso? La parola è il più efficace strumento di risoluzione di qualsiasi situazione conflittuale. Per domarla bisogna essere retoricamente responsabile e trovare tutto ciò che ogni singola situazione comporta di persuasivo per definire le tre megacategorie della nostra vita: l’utile e l’inutile, il giusto e l’ingiusto, il bello e il brutto.

La retorica serve, eccome!, se vuoi vendere di più

Che è il sogno di qualsiasi agente commerciale. È non solo. La retorica ci insegna come suscitare l’attenzione e l’interesse attorno a un prodotto, a un marchio, a un’idea. La retorica stuzzica la creatività, dandoci strumenti efficaci per poter mostrare e dimostrare le qualità di un prodotto, marchio, idea. Uno di questi strumenti è il luogo comune.

“Dobbiamo cambiare il paradigma.

“Serve un approccio più aggressivo.

“Dobbiamo lavorare con maggior impegno.”

“È il lavoro di squadra che ci permettere di commettere con successo sui mercati internazionali.”

“L’azienda X ha scelto noi per la prossima campagna pubblicitaria.”

Tutte queste parole trite e ritrite nel linguaggio aziendalese della nostra quotidianità aziendalese sottendono atteggiamenti, emozioni e valori. Sono i luoghi comuni aristotelici. Ecco, per accattivare il cliente e renderlo dalla tua, con le buone, serve il giusto mix di luoghi comuni, personalizzato a seconda di interlocutore e contesto. Lo storytelling, ti dice qualcosa? :-)

La retorica serve per conquistare il mondo

Nel senso che te lo fa vedere in una luce … retorica. :-)

La retorica esplora l’animo umano, i rapporti che si possano, anzi che si debbano instaurare con gli altri. La retorica ci fornisce le strategie discorsive per avere influenza ed esprimersi con eloquenza, conquistare le persone e guidare i sentimenti. Un recente discorso, ritenuto perfetto, da manuale ha raccolto in pochi giorni milioni di visualizzazioni e apprezzamento unanime. Per volare alto bisogna guardare ai grandi, no? Le buone conversazioni, il consenso, le argomentazioni toste portano il marchio retorico. Alchimia di pensieri, parole e azioni, la retorica regola e guida il nostro comportamento nel contesto sociale. Per farci conquistare il mondo, retoricamente parlando.

La retorica mi ha cambiato, migliorato e entusiasmato. Mi ha fatto imparare a fare buon uso delle parole, al momento giusto e nel contesto appropriato. Anche in altre lingue. Come in italiano, la mia seconda lingua madre. Le relazioni, del resto, a casa, in azienda e… dappertutto, sono fatte di pensieri, parole e azioni; condirle, dunque, con un pizzico di retorica dà più sapore. Alle idee. Al dialogo, ai dibattiti. Alla vita.

Per questo serve la retorica, l’arte di parlare con arte.

Mi auguro che servirà anche a te.

Ci rileggiamo al prossimo appuntamento … retorico!:-)

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