10 mosse retoriche per farsi valere

Non voglio che il mondo sia tutto un coro Coca Cola in magica armonia: armonia significa unanimità, e la storia ha dimostrato quanto sia spaventosa l’unanimità. Preferirei giocare la partita senza regole della retorica, solo con qualche minima regola.
Jay Heinrichs, scrittore

Il discorso è l'insieme di ciò che diciamo, come lo diciamo e quando lo diciamo. Una faccenda di mente e di anima. In parte consapevole, in parte inconsapevole. Per la sua stessa natura sfuggente e dinamica, il discorso non può essere inquadrato in ricette standard e formule collaudate. All’opposto, ogni discorso lascia spazio alla personalizzazione, all’adattamento in funzione dell’interlocutore e del contesto in cui si svolge. Così come non ci sono formule standard per la stesura di un discorso, non ci sono garanzie per la sua riuscita.

La via per la crescita personale passa per il viale del miglioramento delle capacità discorsive. Vuoi crescere? Bada alle parole che dici, come le dici e quando le dici. Non basta, però. Devi prestare attenzione anche alle parole che senti, come le senti e quando le senti. E mettere in atto le tattiche retoriche del caso.

Sono pronto a pagare la capacità di trattare con la gente più di qualsiasi altra capacità al mondo.
John D. Rockefeller, imprenditore

Con l’impegno e la costanza dell’esercizio è necessario allenare la propria resilienza discorsiva, di importanza fondamentale nelle interazioni comunicative.

La resilienza discorsiva è la capacità di resistere agli attacchi verbali e non farsi trascinare nel vortice del nervosismo di fronte alle critiche ritenute aggressive, ingiustificate, eccessive. La resilienza discorsiva, opportunamente allenata ci aiuta a cogliere i migliori spunti dalle eventuali critiche espresse con spirito positivo, mantenendo, naturalmente, la propria spiccata individualità. La resilienza costruttiva è, infine, la barriera contro l’invasione di un discorso inopportuno. Quello pronunciato dall'interlocutore per minare la tua serenità interiore.

Parlare meglio, parlando meno è il risultato degli accorti allenamenti di resilienza discorsiva. È, inoltre, il risultato della volontà costante di tenere accesi sulle proprie abilità comunicative i riflettori della sana autocritica. Aiuta a rendersi conto dei propri punti di forza, così come delle proprie debolezze, esitazioni e incertezze.

Uno sguardo autocritico e discorsivamente resiliente su ciò che diciamo e sentiamo ci aiuta a identificare e potenziare le nostre qualità discorsive e di limarne le imperfezioni. Di alzare o far scendere la barriera protettiva contro le invasioni discorsive. 

Per riuscirci al meglio nei nostri allenamenti, oltre a una sana predisposizione all’autocritica e apertura alla critica, solo se espressa con spirito costruttivo, abbiamo bisogno di una buona dose di curiosità e pensiero creativo.

Ci vogliono, infine, le giuste tattiche retoriche che ci permetteranno di muoverci agilmente tra le pieghe del discorso, nostro e del nostro interlocutore.

Le tattiche retoriche

Le tattiche verbali sono come le mosse di judo: si possono insegnare e si possono imparare. Con la tattica retorica adeguata puoi sedurre, divertire, persuadere o dissuadere. Avvolgere e coinvolgere il tuo interlocutore.

Vediamone 10, pronte all’uso nei più svariati contesti, a casa, a scuola, in azienda e nella vita.

  1. Tattica dell’abbraccio

Un particolare ringraziamento va alla Signor/a (inserire nome e cognome) per l’impegno profuso nell’attivazione del progetto …

  1. Tattica dell’autorità

Se non mi credete, sarà sufficiente andare a leggere ciò che in merito scrive il celebre esperto di economia professor (inserire nome e cognome di massima autorità nel campo) nel suo ultimo libro …

  1. Tattica dell’aureola

Nell’incontro che ho avuto in merito con (inserire personalità apprezzata nel campo) gli ho spiegato chiaramente come occorre procedere in merito; è rimasto impressionato e ha promesso di intervenire …

  1. Tattica del dettaglio

 Lei ha veramente delle ottime idee. Magari ne ha una geniale anche su come finanziarle!

  1. Tattica del contropiede

 Vuole risparmiare? Forse si potrebbe cominciare con il suo stipendio.

  1. Tattica del gioco di parole

La differenza è la stessa che c’è fra una botte e un bottone.

  1. Tattica dell’inversione

Mi accusa di ambizione! Grazie per il complimento: sono ambizioso e intendo restarlo; questa ambizione non ha mai danneggiato la nostra associazione, anzi spesso le è tornata utile.

  1. Tattica della svalutazione

 Per mettersi in mostra, lei fa di una mosca un elefante! I nostri problemi sono però di tutt’altra natura.

  1. Tattica della rivalutazione

 Voi ridicolizzate interventi che ci riguardano e danneggiano tutti. Ne deduco che non avete ponderato bene le vostre affermazioni.

  1. Tattica del boomerang

 Proprio perché le casse languono e siamo alle strette è necessario procedere a questa acquisizione, se vogliamo tornare concorrenziali.

Le tattiche verbali, dicevo, sono come le mosse di judo: si possono insegnare e si possono imparare. Mettendo in atto un’abile mossa retorica, al momento giusto e nel contesto adatto, possiamo ottenere un vantaggio o sfuggire a una trappola. Discorsiva e relazionale.

Le tattiche retoriche, infine, ci aiutano a rendere il discorso dignitoso: non divagante e non prolisso, non minaccioso e non arrogante. Ci aiutano, in altre parole, a fare buon uso della resilienza discorsiva tarando le nostre reazioni sulle azioni discorsive dell’interlocutore, sul contesto in cui si svolge e sul contenuto di cui si discute.

Foto di Ryo Takemasa

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